Non mi definirei un fan sfegatato di Alien o Predator , ma ho sempre amato le esperienze cinematografiche che questi franchise offrono. Forse non ho visto ogni singolo capitolo, ma film come Prey e Alien: Romulus mi hanno catturato ancora una volta. E ora, Predator: Badlands , diretto da Dan Trachtenberg, mi ha completamente conquistato. Ma vediamo la recensione di Predator Badlands in tutte le sue parti.
Leggi la recensione di Predator Badlands: un’avventura mozzafiato che ridefinisce la saga con azione e suspense senza pari!
Ambientato nel futuro, su un pianeta remoto, Predator: Badlands segue le vicende di un giovane Predator (Dimitrius Schuster-Koloamatangi) emarginato dal suo clan. Incontra Thia (Elle Fanning), stringendo una difficile alleanza mentre viaggiano insieme attraverso territori pericolosi alla ricerca dell’avversario definitivo.
Quello che ne scaturisce è un capitolo emozionante e sorprendentemente toccante, che fonde due universi leggendari in modi che i fan non si aspetteranno.
Dan Trachtenberg ci riesce di nuovo
Trachtenberg, noto per 10 Cloverfield Lane e Prey , continua a dimostrare la sua padronanza della tensione e delle emozioni. Ciò che rende Predator: Badlands così impressionante è il suo equilibrio tra azione viscerale e narrazione autentica. Metà del film è narrata in Yautja, la lingua madre dei Predator, eppure non perde mai l’attenzione del pubblico. Anzi, ci immerge più a fondo nella loro cultura, nelle loro emozioni e nel loro codice morale.
La decisione di umanizzare la specie Predator conferisce al film un nucleo emotivo diverso da qualsiasi altro film della saga precedente. È sia una storia di formazione che un’epopea di sopravvivenza avvolta in un velo di fantascienza horror. La fusione tra le mitologie di Alien e Predator è sottile ma potente, alludendo a un universo più ampio pur rimanendo ancorata alla narrazione personale.
Performance stellari e immagini potenti
Schuster-Koloamatangi è il vero eroe di questo film, sia in senso letterale che figurato. La sua interpretazione fisica sotto la tuta di Predator è avvincente e mi piacerebbe vedere un documentario dietro le quinte che mostri come ha dato vita a questo personaggio.
Elle Fanning offre un’ottima interpretazione del doppio ruolo di Thia, sebbene i dialoghi e le scelte del suo personaggio mi abbiano a volte disorientato. Tuttavia, la sua alchimia con Schuster-Koloamatangi mantiene vivo il legame emotivo per tutto il tempo.
Dal punto di vista visivo, Predator: Badlands è sorprendente per la sua portata, ma a volte presenta delle difficoltà nell’esecuzione. Alcune sequenze d’azione sono sembrate un po’ troppo veloci, sfocate o scure, forse a causa del mio Dolby Vision.
L’audio era al massimo e, sebbene ciò aggiungesse intensità, a volte sovrastava la resa visiva. I paesaggi in CGI e il design delle creature sono bellissimi, anche se avrei preferito che fossero stati un po’ più nitidi e immersivi.
Un franchising reinventato
Nonostante questi piccoli problemi, Predator: Badlands offre un’esperienza cinematografica apprezzabile sia dai fan di lunga data che dai nuovi arrivati. Umanizza gli Yautja, esplora i concetti di lealtà e sopravvivenza ed espande questo universo in modo nuovo ed emozionante. Mia moglie lo ha persino dichiarato il suo film preferito dell’anno, e questo la dice lunga.
Conclusione
La regia di Trachtenberg, un’interpretazione eccezionale del protagonista e una storia audace rendono Predator: Badlands un’evoluzione coraggiosa e soddisfacente della saga di Predator. Dopo aver letto la recensione di Predator: Badlands che ne pensi? Se vuoi puoi lasciare un commento. Alla prossima!
Predator: Badlands
Id. USA, 2025. Regia Dan Trachtenberg. Sceneggiatura Dan Trachtenberg, Patrick Aison. Basato sui personaggi creati da Jim Thomas e John Thomas. Con Elle Fanning, Dimitrius Schuster-Koloamatangi, Reuben de Jong, Michael Homick, Rohinal Nayaran. Durata 1h 47’. Distribuzione: Walt Disney Pictures Italia. Uscita: 6 novembre 2025
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